17 Set EPS: IL “NEMICO DELL’AMBIENTE” O UNA VITTIMA DEI LUOGHI COMUNI?

EPS: IL “NEMICO DELL’AMBIENTE” O UNA VITTIMA DEI LUOGHI COMUNI?
Il polistirene espanso, comunemente conosciuto come EPS, viene spesso associato a un’immagine negativa dal punto di vista ambientale.
Ma quanto conosciamo realmente questo materiale?
Un punto di partenza utile è rappresentato dalla documentazione tecnica e di sicurezza relativa ai prodotti in EPS. Nelle relative Schede di Sicurezza, disponibili su richiesta, all’interno della sezione dedicata alle informazioni ecologiche viene riportato che:
“Questa sostanza/miscela non è PBT né vPvB applicando i criteri del Regolamento REACH, Allegato XIII.”
Ma cosa significa? Significa che, sulla base dei criteri indicati dal Regolamento europeo REACH, il prodotto non rientra nelle categorie PBT o vPvB. Per comprendere meglio questa indicazione è utile chiarire il significato di queste sigle.
Cosa significa PBT? PBT è l’acronimo di:
P = Persistente (Persistent)
Indica una sostanza che si degrada molto lentamente nell’ambiente e che può permanere nel suolo, nell’acqua o nei sedimenti.
B = Bioaccumulabile (Bioaccumulative)
Indica una sostanza che tende ad accumularsi negli organismi viventi e la cui concentrazione può aumentare lungo la catena alimentare.
T = Tossica (Toxic)
Indica una sostanza che può risultare dannosa per gli organismi viventi, per la salute umana o per l’ambiente.
Una sostanza viene classificata come PBT quando soddisfa contemporaneamente i criteri previsti per persistenza, bioaccumulo e tossicità.
E cosa significa vPvB? La sigla vPvB indica invece:
vP = molto Persistente (very Persistent)
vB = molto Bioaccumulabile (very Bioaccumulative)
In questo caso la classificazione prende in considerazione in particolare l’elevata persistenza della sostanza e la sua elevata capacità di bioaccumulo.
Cosa stabilisce il Regolamento REACH?
L’Allegato XIII del Regolamento REACH definisce i criteri utilizzati per determinare se una sostanza può essere considerata PBT o vPvB.
Tra gli aspetti presi in considerazione rientrano, ad esempio:
- il tempo necessario affinché la sostanza si degradi;
- la sua tendenza ad accumularsi negli organismi;
- la sua tossicità per le persone e per l’ambiente.
La classificazione viene quindi effettuata sulla base di specifici criteri e soglie previsti dalla normativa.
Cosa possiamo quindi dire dell’EPS? Secondo quanto riportato nella documentazione di sicurezza dei prodotti a cui facciamo riferimento, l’EPS non viene classificato come PBT o vPvB secondo i criteri dell’Allegato XIII del Regolamento REACH. Questo significa che non presenta la combinazione di caratteristiche necessaria per rientrare in tali classificazioni.
È però importante fare una distinzione.
Il fatto che un materiale non sia classificato come PBT o vPvB non significa che possa essere disperso nell’ambiente. Un materiale plastico abbandonato può infatti permanere nell’ambiente come rifiuto e contribuire all’inquinamento fisico anche quando non rientra nelle classificazioni PBT o vPvB. Per questo motivo è fondamentale evitare la dispersione del prodotto e favorire una corretta gestione del materiale a fine utilizzo.
Un materiale da conoscere e gestire correttamente
L’EPS è un materiale riciclabile e può essere recuperato e reintrodotto in specifici processi produttivi. Il problema ambientale non dipende quindi soltanto dalla natura del materiale, ma anche dal modo in cui viene utilizzato, raccolto, gestito e avviato al riciclo. Per questo riteniamo importante contribuire a una maggiore conoscenza dell’EPS, distinguendo le caratteristiche effettive del materiale dai luoghi comuni che spesso lo accompagnano.
La documentazione tecnica e le Schede di Sicurezza relative ai nostri prodotti sono disponibili su richiesta. Per maggiori informazioni è possibile contattarci attraverso i nostri canali aziendali.